Entriamo e assaporiamo un po' di storia....
Il monastero prende il nome dalle Lame, le paludi che i Cluniacensi si impegnarono a bonificare con l’uso di nuove tecniche agricole, dopo aver ricevuto in dono il complesso da due feudatari longobardi nel 1083. Della chiesa primitiva restano le absidiole romaniche tuttora visibili ai lati di quella centrale. La riedificazione nelle attuali forme fu portata a termine nel XII secolo. Durante il Medioevo il monastero fu meta di pellegrinaggi ma anche luogo di sosta per mercanti e viandanti che percorrevano la strata de Franzacurta che da Brescia conduceva ad Iseo. I cluniacensi facevano elemosine ai poveri e
I lavori di edificazione della chiesa iniziarono a metà dell'XI secolo ma evolvettero durante i secoli successivi fino al XVI secolo. La struttura subì
molti rifacimenti e ristrutturazioni che ne stravolsero l'impostazione romanica delle origini, che solo all'esterno ancora prevale.
alloggiavano i pellegrini. Dopo un lungo periodo di decadenza dell’abbazia, nel 1536 il monastero divenne proprietà dei canonici regolari di San Salvatore di Brescia e passò alle suore benedettine di Santa Giulia di Brescia fino alle soppressioni settecentesche. La chiesa fu ampliata con l’aggiunta (1555) della cappella a sinistra del portale. La volta a ombrello è affrescata con figure di Evangelisti e Dottori della Chiesa e, nelle lunette, Sibille e Profeti. Tra gli affreschi ve n’è uno datato 1456, raffigurante Sant’Antonio abate tra San Benedetto e San Pietro martire; reca una dedica in gotico. Sotto, una Deposizio
ne in cui si nota una croce di tipo “nordico”, fatta cioè con una trave orizzontale sostenuta da due pali.
Il monastero divenne infine di proprietà della famiglia Bergomi-Bonini, che nel 1983 donò la chiesa alla parrocchia di Provaglio.
Altre notizie si possono trovare qui: http://www.comune.provagliodiseo.bs.it/bin/index.php?id=845 Molto ben dettagliate..
I restauri degli ultimi anni, hanno ridato al monastero di San Pietro l’aspetto originario, con l’abside medioevale, il campanile e la vasta navata centrale, ampliata alla metà del XVI secolo. Gli affreschi che ornano la chiesa sono stati in parte recuperati, alcuni rivelano le influenze del Gambara, del Foppa e del Romanino. Le primitive forme romaniche si notano meglio dall’esterno, nelle absidi e nelle finestre strombate.
Per vedere bene le foto è bene cliccare sulle stesse per vederle nelle loro dimensioni originarie.
Le notizie qui riportate sono state prese da vari siti e riassunte.
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